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Salvatore Francia
 

Carattere mediterraneo e ario-romano-germanico
Centro Studi “Identità”


Islam, Cristianesimo, Europa

Fabio Calabrese


Discorso sul costume


Creare l’economia corporativa

A. L. Arrigoni


El dinero como medio político - La financiación de los partidos

Ramon Bau

 

Bruxelles / Genève


Infibulazione in UK

Martin Webster

 

Immigrazione: un dramma per tutti

Pino Rauti

 

David Irving, Galileo Galilei e quell'inquisizione che non doveva esserci più

Harpocrates

 

Società multietnica

Leonini


Se seminate vento...

Ward Churchill


L'idéologie americaine

F.P. Yockey, Imperium


Il Cipresso tagliato: la questione libanese

Stefano Alamari

 
Figli di un dio minore

www.israelshamir.net, traduzione a cura di www.arabcomint.com


Il patto di Monaco


"Direttive per l'attività futura"


Le mithe du loup

Thomas Stahler

 

Ipazia - Martire de fanatismo cristiano
CDA

 

Le province dell'Impero Romano

Paolo Possenti

 

 

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“DIRETTIVE PER
L’ATTIVITA’ FUTURA”

 

Il 9 maggio 1941, il comitato esecutivo del Comintern indirizza ai capi del comunismo internazionale le seguenti direttive:

1. E’ giunto il tempo di compiere nuovi passi decisivi sulla strada della rivoluzione mondiale. Gli ostacoli da superare sono ancora formidabili, e richiedono una nuova elasticità tattica che deve essere accuratamente elaborata, e posta in pratica arditamente secondo le linee seguenti:
a) La rivoluzione mondiale comunista deve essere presentata come una serie di misure destinate ad attuare la “vera democrazia”; tutti i dirigenti politici e militari del movimento comunista debbono rappresentare la loro attività sotto questa luce. I membri del partito, in una proporzione massima del 30 per cento, potranno presentarsi apertamente come “linea dei combattenti del fronte per la democrazia” agli occhi delle masse.
b) Il governo dell’Unione Sovietica potrà altresì ritenere necessario fare temporaneamente concessioni nello stesso senso, allo scopo di favorire la causa rivoluzionaria nei paesi dove le condizioni lo richiedano.
c) Fino a che non abbia conquistato il potere, il partito comunista del paese dove si sta preparando la rivoluzione avrà cura di mantenere buone relazioni con i circoli patriottici e religiosi. Non debbono venir fatte distinzioni fra le varie Chiese: tutte dovranno venir trattate allo stesso modo agli occhi delle masse. Anche le tradizioni nazionali dovranno venir rispettate. Là dove sia necessario e con l’autorizzazione del comitato centrale del partito, i rappresentanti delle Chiese potranno venir chiamati a prender parte alla preparazione ed all’effettuazione della rivoluzione. La loro forza numerica determinerà la misura in cui l’influenza della Chiesa verrà esclusa più tardi dalle faccende dello Stato.
d) La stampa dovrà essere usata per divulgare le nuove teorie fra le masse. Le circolari destinate ad impartire istruzioni confidenziali ai membri ed alle organizzazioni del partito saranno redatte con lo stesso sistema finora usato. Le circolari segrete continueranno a tenere tutti i rivoluzionari attivi informati sulla situazione reale.
e) Dopo che il partito avrà conquistato il potere, la politica estera verrà stabilita dai rappresentanti diplomatici dell’U.R.S.S., che riceveranno le necessarie direttive dal Comintern. I rappresentanti manterranno il collegamento fra il comitato centrale del partito comunista dell’U.R.S.S. e quelli dei paesi in cui il partito avrà avuto di recente assunto il potere. I rapporti e le informazioni saranno consegnati ad essi, mentre una copia verrà inviata direttamente al Comintern.
f) Immediatamente dopo la conquista del potere, il comitato centrale procederà alla costituzione di un nuovo governo. Quest’ultimo dovrà rappresentare la vasta massa del popolo, e conservare tutte le apparenze della democrazia. Il paese sarà amministrato attraverso i comitati subordinati, provinciali, regionali, distrettuali, e locali. Per quanto riguarda gli affari interni, il comitato centrale continuerà a rimanere la suprema autorità esecutiva, mentre la politica estera verrà diretta dal comitato esecutivo del Comintern.
g) Gli avversari del nuovo governo, specialmente coloro che godono ancora qualche prestigio fra il popolo e quelli la cui partecipazione alla rivoluzione ha potuto permetter loro di avere conoscenza dei documenti segreti del movimento comunista, dovranno essere allontanati al più presto possibile, ma secondo un sistema “democratico”, vale a dire processati dinanzi ad un regolare collegio giudicante del tribunale del popolo. Quest’ultimo dovrà comprendere un membro noto del partito e due membri segreti, o simpatizzanti di fiducia. I processi importanti dovranno svolgersi dinanzi a tribunali superiori di natura ugualmente “democratica”.
Si potranno incontrare difficoltà considerevoli nell’arrestare e sterminare gli oppositori interni ed i nemici della classe. Non bisognerà tuttavia perder tempo nel porli in stato d’arresto e nel sollevare contro di essi imputazioni formali per giustificare la loro detenzione agli occhi del mondo democratico.

6. Il termine “nemici della classe” comprende le seguenti categorie: membri di movimenti ideologici di carattere nazionalista o religioso, preti, membri delle forze di polizia, del corpo degli ufficiali, dei servizi diplomatici e civili, in quanto si siano rifiutati di parteggiare per le forze rivoluzionarie, tutti i membri delle dinastie regnanti, tutti gli individui noti per essersi attivamente opposti alla preparazione ed all’effettuazione della rivoluzione.
Il modo di far scomparire questi nemici della classe sarà determinato dalla situazione generale, e i metodi da usare verranno prescritti dal delegato del comitato esecutivo del Comintern, che verrà assegnato al comitato centrale non appena quest’ultimo avrà assunto il potere, per porre la sua vasta esperienza a disposizione del comitato stesso.

7. Dopo la conquista del potere, il partito disporrà di fondi, tenuti separati dai fondi di Stato, ricavandoli dalle seguenti fonti; proprietà appartenenti ai nemici della classe che sono stati liquidati, od i cui beni sono stati confiscati in seguito a sentenza di un tribunale; proprietà appartenenti ai movimenti ed alle organizzazioni avversarie; proprietà confiscate alle Chiese, alle dinastie regnanti ed ai profittatori di guerra.

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