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“DIRETTIVE PER
L’ATTIVITA’ FUTURA”
Il 9 maggio 1941, il
comitato esecutivo del Comintern indirizza ai capi del comunismo
internazionale le seguenti direttive:
1. E’ giunto il tempo di compiere nuovi passi decisivi sulla strada
della rivoluzione mondiale. Gli ostacoli da superare sono ancora
formidabili, e richiedono una nuova elasticità tattica che deve essere
accuratamente elaborata, e posta in pratica arditamente secondo le linee
seguenti:
a) La rivoluzione mondiale comunista deve essere presentata come una
serie di misure destinate ad attuare la “vera democrazia”; tutti i
dirigenti politici e militari del movimento comunista debbono
rappresentare la loro attività sotto questa luce. I membri del partito,
in una proporzione massima del 30 per cento, potranno presentarsi
apertamente come “linea dei combattenti del fronte per la democrazia”
agli occhi delle masse.
b) Il governo dell’Unione Sovietica potrà altresì ritenere necessario
fare temporaneamente concessioni nello stesso senso, allo scopo di
favorire la causa rivoluzionaria nei paesi dove le condizioni lo
richiedano.
c) Fino a che non abbia conquistato il potere, il partito comunista del
paese dove si sta preparando la rivoluzione avrà cura di mantenere buone
relazioni con i circoli patriottici e religiosi. Non debbono venir fatte
distinzioni fra le varie Chiese: tutte dovranno venir trattate allo
stesso modo agli occhi delle masse. Anche le tradizioni nazionali
dovranno venir rispettate. Là dove sia necessario e con l’autorizzazione
del comitato centrale del partito, i rappresentanti delle Chiese
potranno venir chiamati a prender parte alla preparazione ed
all’effettuazione della rivoluzione. La loro forza numerica determinerà
la misura in cui l’influenza della Chiesa verrà esclusa più tardi dalle
faccende dello Stato.
d) La stampa dovrà essere usata per divulgare le nuove teorie fra le
masse. Le circolari destinate ad impartire istruzioni confidenziali ai
membri ed alle organizzazioni del partito saranno redatte con lo stesso
sistema finora usato. Le circolari segrete continueranno a tenere tutti
i rivoluzionari attivi informati sulla situazione reale.
e) Dopo che il partito avrà conquistato il potere, la politica estera
verrà stabilita dai rappresentanti diplomatici dell’U.R.S.S., che
riceveranno le necessarie direttive dal Comintern. I rappresentanti
manterranno il collegamento fra il comitato centrale del partito
comunista dell’U.R.S.S. e quelli dei paesi in cui il partito avrà avuto
di recente assunto il potere. I rapporti e le informazioni saranno
consegnati ad essi, mentre una copia verrà inviata direttamente al
Comintern.
f) Immediatamente dopo la conquista del potere, il comitato centrale
procederà alla costituzione di un nuovo governo. Quest’ultimo dovrà
rappresentare la vasta massa del popolo, e conservare tutte le apparenze
della democrazia. Il paese sarà amministrato attraverso i comitati
subordinati, provinciali, regionali, distrettuali, e locali. Per quanto
riguarda gli affari interni, il comitato centrale continuerà a rimanere
la suprema autorità esecutiva, mentre la politica estera verrà diretta
dal comitato esecutivo del Comintern.
g) Gli avversari del nuovo governo, specialmente coloro che godono
ancora qualche prestigio fra il popolo e quelli la cui partecipazione
alla rivoluzione ha potuto permetter loro di avere conoscenza dei
documenti segreti del movimento comunista, dovranno essere allontanati
al più presto possibile, ma secondo un sistema “democratico”, vale a
dire processati dinanzi ad un regolare collegio giudicante del tribunale
del popolo. Quest’ultimo dovrà comprendere un membro noto del partito e
due membri segreti, o simpatizzanti di fiducia. I processi importanti
dovranno svolgersi dinanzi a tribunali superiori di natura ugualmente
“democratica”.
Si potranno incontrare difficoltà considerevoli nell’arrestare e
sterminare gli oppositori interni ed i nemici della classe. Non
bisognerà tuttavia perder tempo nel porli in stato d’arresto e nel
sollevare contro di essi imputazioni formali per giustificare la loro
detenzione agli occhi del mondo democratico.
6. Il termine “nemici della classe” comprende le seguenti categorie:
membri di movimenti ideologici di carattere nazionalista o religioso,
preti, membri delle forze di polizia, del corpo degli ufficiali, dei
servizi diplomatici e civili, in quanto si siano rifiutati di
parteggiare per le forze rivoluzionarie, tutti i membri delle dinastie
regnanti, tutti gli individui noti per essersi attivamente opposti alla
preparazione ed all’effettuazione della rivoluzione.
Il modo di far scomparire questi nemici della classe sarà determinato
dalla situazione generale, e i metodi da usare verranno prescritti dal
delegato del comitato esecutivo del Comintern, che verrà assegnato al
comitato centrale non appena quest’ultimo avrà assunto il potere, per
porre la sua vasta esperienza a disposizione del comitato stesso.
7. Dopo la conquista del potere, il partito disporrà di fondi, tenuti
separati dai fondi di Stato, ricavandoli dalle seguenti fonti; proprietà
appartenenti ai nemici della classe che sono stati liquidati, od i cui
beni sono stati confiscati in seguito a sentenza di un tribunale;
proprietà appartenenti ai movimenti ed alle organizzazioni avversarie;
proprietà confiscate alle Chiese, alle dinastie regnanti ed ai
profittatori di guerra.
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