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Editoriale

Salvatore Francia
 

Carattere mediterraneo e ario-romano-germanico
Centro Studi “Identità”


Islam, Cristianesimo, Europa

Fabio Calabrese


Discorso sul costume


Creare l’economia corporativa

A. L. Arrigoni


El dinero como medio político - La financiación de los partidos

Ramon Bau

 

Bruxelles / Genève


Infibulazione in UK

Martin Webster

 

Immigrazione: un dramma per tutti

Pino Rauti

 

David Irving, Galileo Galilei e quell'inquisizione che non doveva esserci più

Harpocrates

 

Società multietnica

Leonini


Se seminate vento...

Ward Churchill


L'idéologie americaine

F.P. Yockey, Imperium


Il Cipresso tagliato: la questione libanese

Stefano Alamari

 
Figli di un dio minore

www.israelshamir.net, traduzione a cura di www.arabcomint.com


Il patto di Monaco


"Direttive per l'attività futura"


Le mithe du loup

Thomas Stahler

 

Ipazia - Martire de fanatismo cristiano
CDA

 

Le province dell'Impero Romano

Paolo Possenti

 

 

SEGNALAZIONI

 

ARCHIVIO


 

 

Immigrazione:
un dramma per tutti

Pino Rauti
 

 

PRESENZA ITALIANA IN AFRICA

Scuole 754
Ospedali 44
Ambulatori 127
Infermerie 70
Km. di strade 29.000
Km. di strade ferrate 2930
Km di piste 8.000
Ponti 265
Ettari bonificati o
coltivati 307.919
Case coloniche 2088
Opere idriche ed elettriche 1688
Aziende industriali
e commerciali 13.650
Edifici migliaia
 

Sono tante, sono più numerose di quanto comunemente si crede, le conseguenze negative dell’immigrazione e basti pensare a quello che sta venendo fuori a proposito delle c.d. “badanti” per rendersene conto. Se qui quelle badanti risolvono molti problemi “là” creano problemi drammatici, facendo mancare l’assistenza materna a milioni di bambini e ad altrettanti anziani. Se assistono i nostri piccoli e i nostri anziani non possono farlo per i loro figli e i loro vecchi.
Ci sono conseguenze negative o no? Secondo noi ce ne sono; e sono conseguenze gravi. E si tenga conto che di “badanti” ce ne sono almeno due milioni in tutta l’Europa occidentale, per avere un’idea del fenomeno. Altra evidente conseguenza negativa dei massicci flussi immigratori, la troviamo nelle carceri. In Italia, su 60.000 detenuti un terzo abbondante è costituito dagli stranieri, specie giovani. E lo stesso accade in tutta Europa; non abbiamo sottomano una qualche statistica ufficiale ma per Francia e Germania, Spagna e Inghilterra, dovrebbe trattarsi di circa 200.000 detenuti extracomunitari, in maggioranza arabi ed africani, di solito giovani. Stanno in galera per due-tre e più anni; e le loro “pratiche” - ma non dimentichiamo mai che dietro ogni “fascicolo” c’è un uomo e che quell’uomo ha una famiglia lasciata sola a migliaia di chilometri di distanza! - ingorgano la burocrazia giudiziaria, costano tempo, lavoro e spese anche agli stati di residenza; sono un “peso” sociale e finanziario enorme. Non sono, anche queste, conseguenze negative, gravemente negative? Noi pensiamo che lo siano; e troviamo assurdo e sconcertante che nessuno, ai livelli governativi, vi abbia posto e vi pongano attenzione.
In Italia non lo ha fatto il caduto governo Berlusconi. Neanche una parola, almeno sinora, da Prodi e dai suoi che, quanto ad immigrazione anzi, sembra che vogliano spalancare le porte. Ma c’è anche un’altra conseguenza negativa che sta venendo alla luce e che sino ad ora era stata del tutto ignorata o quantomeno non quantificata: quella degli aborti. Ecco cosa abbiamo potuto leggere sui giornali:
A Roma nel 2004 gli aborti sono stati 11.240. Rappresentano il picco più alto dall’inizio del nuovo millennio ad oggi (+7,9 percento). A rivelarlo sono i dati dell’Asp (Agenzia di sanità Pubblica) del Lazio. Ad aver causato questo record sono state, in prevalenza, le Interruzioni volontarie di gravidanza delle donne straniere che vivono nella Capitale che, nel corso dei cinque anni di riferimento, sono aumentate del 31 per cento. Nel 2004, infatti, sono state 4.785 a fronte delle 4.476 del 2003 (+ 6,5) e delle 3.304 del 2000 (+31). Diversa la situazione delle donne romane che, se da un lato, per il 2004, registrano un lieve aumento di aborti pari allo 0.4 per cento rispetto al, 2003 (6.455 contro 6.424) -riferendosi al 2000, invece confermano un calo di interruzioni volontarie di gravidanza pari all’8,2 per cento. “E’ la mancanza di informazione il principale motivo dell’aumento degli aborti, soprattutto per le straniere- spiega Gioia Di Cristofaro, docente di antropologia culturale alla facoltà di sociologia dell’università La Sapienza -. Negli ultimi anni si è registrato un forte aumenta demografico che ha riguardato, gli immigrati che spesso si trovano a dover convivere con una realtà molto differente rispetto a quella dei Paese d’origine”. Sulla diminuzione del numero di aborti tra le romane Di Cristofaro aggiunge: “E’ la conferma che con una giusta informazione il fenomeno si può prevenire” .

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