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Immigrazione:
un dramma per tutti
Pino Rauti
PRESENZA
ITALIANA IN AFRICA
Scuole 754
Ospedali 44
Ambulatori 127
Infermerie 70
Km. di strade 29.000
Km. di strade ferrate 2930
Km di piste 8.000
Ponti 265
Ettari bonificati o
coltivati 307.919
Case coloniche 2088
Opere idriche ed elettriche 1688
Aziende industriali
e commerciali 13.650
Edifici migliaia
Sono tante, sono più
numerose di quanto comunemente si crede, le conseguenze negative
dell’immigrazione e basti pensare a quello che sta venendo fuori a
proposito delle c.d. “badanti” per rendersene conto. Se qui quelle
badanti risolvono molti problemi “là” creano problemi drammatici,
facendo mancare l’assistenza materna a milioni di bambini e ad
altrettanti anziani. Se assistono i nostri piccoli e i nostri anziani
non possono farlo per i loro figli e i loro vecchi.
Ci sono conseguenze negative o no? Secondo noi ce ne sono; e sono
conseguenze gravi. E si tenga conto che di “badanti” ce ne sono almeno
due milioni in tutta l’Europa occidentale, per avere un’idea del
fenomeno. Altra evidente conseguenza negativa dei massicci flussi
immigratori, la troviamo nelle carceri. In Italia, su 60.000 detenuti un
terzo abbondante è costituito dagli stranieri, specie giovani. E lo
stesso accade in tutta Europa; non abbiamo sottomano una qualche
statistica ufficiale ma per Francia e Germania, Spagna e Inghilterra,
dovrebbe trattarsi di circa 200.000 detenuti extracomunitari, in
maggioranza arabi ed africani, di solito giovani. Stanno in galera per
due-tre e più anni; e le loro “pratiche” - ma non dimentichiamo mai che
dietro ogni “fascicolo” c’è un uomo e che quell’uomo ha una famiglia
lasciata sola a migliaia di chilometri di distanza! - ingorgano la
burocrazia giudiziaria, costano tempo, lavoro e spese anche agli stati
di residenza; sono un “peso” sociale e finanziario enorme. Non sono,
anche queste, conseguenze negative, gravemente negative? Noi pensiamo
che lo siano; e troviamo assurdo e sconcertante che nessuno, ai livelli
governativi, vi abbia posto e vi pongano attenzione.
In Italia non lo ha fatto il caduto governo Berlusconi. Neanche una
parola, almeno sinora, da Prodi e dai suoi che, quanto ad immigrazione
anzi, sembra che vogliano spalancare le porte. Ma c’è anche un’altra
conseguenza negativa che sta venendo alla luce e che sino ad ora era
stata del tutto ignorata o quantomeno non quantificata: quella degli
aborti. Ecco cosa abbiamo potuto leggere sui giornali:
A Roma nel 2004 gli aborti sono stati 11.240. Rappresentano il picco più
alto dall’inizio del nuovo millennio ad oggi (+7,9 percento). A
rivelarlo sono i dati dell’Asp (Agenzia di sanità Pubblica) del Lazio.
Ad aver causato questo record sono state, in prevalenza, le Interruzioni
volontarie di gravidanza delle donne straniere che vivono nella Capitale
che, nel corso dei cinque anni di riferimento, sono aumentate del 31 per
cento. Nel 2004, infatti, sono state 4.785 a fronte delle 4.476 del 2003
(+ 6,5) e delle 3.304 del 2000 (+31). Diversa la situazione delle donne
romane che, se da un lato, per il 2004, registrano un lieve aumento di
aborti pari allo 0.4 per cento rispetto al, 2003 (6.455 contro 6.424)
-riferendosi al 2000, invece confermano un calo di interruzioni
volontarie di gravidanza pari all’8,2 per cento. “E’ la mancanza di
informazione il principale motivo dell’aumento degli aborti, soprattutto
per le straniere- spiega Gioia Di Cristofaro, docente di antropologia
culturale alla facoltà di sociologia dell’università La Sapienza -.
Negli ultimi anni si è registrato un forte aumenta demografico che ha
riguardato, gli immigrati che spesso si trovano a dover convivere con
una realtà molto differente rispetto a quella dei Paese d’origine”.
Sulla diminuzione del numero di aborti tra le romane Di Cristofaro
aggiunge: “E’ la conferma che con una giusta informazione il fenomeno si
può prevenire” . |