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Editoriale

Salvatore Francia
 

Carattere mediterraneo e ario-romano-germanico
Centro Studi “Identità”


Islam, Cristianesimo, Europa

Fabio Calabrese


Discorso sul costume


Creare l’economia corporativa

A. L. Arrigoni


El dinero como medio político - La financiación de los partidos

Ramon Bau

 

Bruxelles / Genève


Infibulazione in UK

Martin Webster

 

Immigrazione: un dramma per tutti

Pino Rauti

 

David Irving, Galileo Galilei e quell'inquisizione che non doveva esserci più

Harpocrates

 

Società multietnica

Leonini


Se seminate vento...

Ward Churchill


L'idéologie americaine

F.P. Yockey, Imperium


Il Cipresso tagliato: la questione libanese

Stefano Alamari

 
Figli di un dio minore

www.israelshamir.net, traduzione a cura di www.arabcomint.com


Il patto di Monaco


"Direttive per l'attività futura"


Le mithe du loup

Thomas Stahler

 

Ipazia - Martire de fanatismo cristiano
CDA

 

Le province dell'Impero Romano

Paolo Possenti

 

 

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Società multietnica

 

I rinnegati difensori della società multirazziale di solito reagiscono a queste notizie dicendo che non bisogna giudicare generalizzando e condannare tutti gli stranieri. Dimenticano che pur essendo una piccolissima minoranza della popolazione gli allogeni sono già la metà dei detenuti. Una proporzione dieci volte maggiore rispetto alla popolazione indigena.
Ma non parlo di una ipotetica propensione al crimine maggiore delle etnie immigrate. Quanto piuttosto del fatto che gli stranieri sono venuti qui per denaro, non per partecipare ad un progetto comune di civiltà da edificare. Non è stato un grande disegno quello di accomunare il nostro destino a quello degli immigrati, ma solo l’egoismo individuale e la ricerca della maggior ricchezza possibile da spendere al tavolo del consumismo.
Cosa implica tutto ciò? Significa che l’identità degli immigrati, già sottoposta ad un violento trauma da sradicamento, non ha potuto ristabilirsi in una nuova forma migliore. Sono di fronte ad un bivio. O dis-integrarsi per meglio omogeneizzarsi nel grande melting pot consumista del produci-consuma-crepa. Oppure reagire difendendo in modo fanatico la propria specificità originaria creando così la propria autoghettizzazione.
Ambedue le modalità sono presenti negli USA e in Francia. E sono causa de immenso rancore e rabbia. Perché quello che trattiene l’essere umano dal compiere crimini o semplicemente essere indifferente sono i legami sociali e spirituali con la comunità in cui vive. La rottura dei quali rappresenta per la persona una perdita identitaria assai grave.
La cultura capitalista e borghese si è fatta un vanto di promuovere egoismo e avidità travestiti da “centralità dell’individuo”. Lo spezzare dei vincoli di corpo, anima e spirito tipici d’ogni comunità tradizionale etnica ha come conseguenza il libero scatenarsi dell’odio e del rancore.
L’immigrato è quindi nello stesso tempo vittima e carnefice. Vittima di un sistema al quale ha in ogni modo scelto di asservirsi accettando le sue logiche ma in cui la speranza d’integrazione sarà comunque frustrata dal prezzo richiesto, la morte per disgregazione dell’io.
Siamo solo agli inizi. L’orgia della violenza è appena cominciata. Purtroppo noi europei non sappiamo come reagire in quanto contro di noi non ci sono solo le orde allogene ma i condizionamenti culturali nefasti di una religiosità estranea, immigrata , che con il cristianesimo ci ha resi alieni nella nostra terra e dal nostro sangue. Dobbiamo prima perdere tutto per riguadagnare la purezza del nostro spirito e della nostra mente. La riscossa europea comincerà sull’orlo della fine.
 

*Leonini - 23.06.05

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