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Società multietnica

I rinnegati difensori
della società multirazziale di solito reagiscono a queste notizie
dicendo che non bisogna giudicare generalizzando e condannare tutti gli
stranieri. Dimenticano che pur essendo una piccolissima minoranza della
popolazione gli allogeni sono già la metà dei detenuti. Una proporzione
dieci volte maggiore rispetto alla popolazione indigena.
Ma non parlo di una ipotetica propensione al crimine maggiore delle
etnie immigrate. Quanto piuttosto del fatto che gli stranieri sono
venuti qui per denaro, non per partecipare ad un progetto comune di
civiltà da edificare. Non è stato un grande disegno quello di accomunare
il nostro destino a quello degli immigrati, ma solo l’egoismo
individuale e la ricerca della maggior ricchezza possibile da spendere
al tavolo del consumismo.
Cosa implica tutto ciò? Significa che l’identità degli immigrati, già
sottoposta ad un violento trauma da sradicamento, non ha potuto
ristabilirsi in una nuova forma migliore. Sono di fronte ad un bivio. O
dis-integrarsi per meglio omogeneizzarsi nel grande melting pot
consumista del produci-consuma-crepa. Oppure reagire difendendo in modo
fanatico la propria specificità originaria creando così la propria
autoghettizzazione.
Ambedue le modalità sono presenti negli USA e in Francia. E sono causa
de immenso rancore e rabbia. Perché quello che trattiene l’essere umano
dal compiere crimini o semplicemente essere indifferente sono i legami
sociali e spirituali con la comunità in cui vive. La rottura dei quali
rappresenta per la persona una perdita identitaria assai grave.
La cultura capitalista e borghese si è fatta un vanto di promuovere
egoismo e avidità travestiti da “centralità dell’individuo”. Lo spezzare
dei vincoli di corpo, anima e spirito tipici d’ogni comunità
tradizionale etnica ha come conseguenza il libero scatenarsi dell’odio e
del rancore.
L’immigrato è quindi nello stesso tempo vittima e carnefice. Vittima di
un sistema al quale ha in ogni modo scelto di asservirsi accettando le
sue logiche ma in cui la speranza d’integrazione sarà comunque frustrata
dal prezzo richiesto, la morte per disgregazione dell’io.
Siamo solo agli inizi. L’orgia della violenza è appena cominciata.
Purtroppo noi europei non sappiamo come reagire in quanto contro di noi
non ci sono solo le orde allogene ma i condizionamenti culturali nefasti
di una religiosità estranea, immigrata , che con il cristianesimo ci ha
resi alieni nella nostra terra e dal nostro sangue. Dobbiamo prima
perdere tutto per riguadagnare la purezza del nostro spirito e della
nostra mente. La riscossa europea comincerà sull’orlo della fine.
*Leonini - 23.06.05 |