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IL
MACHIAVELLISMO DELLE TIARE
Joaquim Bochaca
In questo processo di globalizzazione che, disgraziatamente, sembra
inarrestabile, ad un’umanità sempre più idiotizzata dall’industria
mediatica si stanno imponendo i Padroni, dalla Gerusalemme newyorchese
alle fasi di globalismo intellettuale (l’O.N.U.), economica (Fondo
Monetario Internazionale) e razziale (invasione pacifica dell’Europa e
un mondo indecifrabile di milioni di mendicanti multicolori), si
unisce come indispensabile complemento il globalismo religioso.
Non si possono ignorare
i fatti perché, come diceva Pascal, i fatti sono testardi. Ed è un
fatto, che piaccia o non piaccia, o lasci indifferenti i più, che la
religione adottata dall’Occidente per una decisione imperiale di
Costantino, in maggiore o minore misura ma innegabilmente, influenzi la
vita dei nostri popoli. L’immensa maggioranza della gente battezza i
propri figli imponendo loro un nome che risulti nell’elenco dei santi,
fa loro compiere il sacramento dell’Eucarestia, si sposa in Chiesa ed
un sacerdote presiede il loro funerale.
L’influenza
ecclesiastica, protestante e soprattutto cattolica, sul popolo è più
importante di quanto appaia, comprese le persone agnostiche o
indifferenti. Per questo motivo, i globalizzatori del sinedrio
globalizzatore non potrebbero sorvolare sul fattore religioso, e il più
forte, coeso e predominante è quello incarnato a Roma dalla Chiesa
Cattolica, Apostolica e Romana che, con il suoi ultimi pontefici,
specialmente del polacco Wojityla e Giovanni Paolo II°, ha fatto
dell’Universalismo che, “pour les besoins de la cause”, essa
chiama “Ecumenismo”, il suo nuovo grande “dadà”.
Tanto prima come dopo
il Trattato del Laterano -quando Mussolini risolse le controversie con
lo Stato italiano- la politica tanto temporale come spirituale della
Chiesa cattolica è stata un vero capolavoro di finesse
possibilista. E’ evidente che un’istituzione per quanto pretenda essere
di origine divina, non può sussistere per secoli mantenendo delle
posizioni strutturali di ferrea ed irremovibile ortodossia.
Non c’è bisogno di
essere molto versati nella storia della Chiesa cattolica per verificare
le modifiche di strategia imposte dalle mutevoli circostanze. Ma i cambi
non sono stati solo di strategia, sono anche stati di attitudine e hanno
influenzato anche la Liturgia. Almeno, fino agli anni sessanta del
secolo scorso, nel suo ufficio liturgico e nelle pagine corrispondenti
al Venerdì Santo, il sacerdote invita i fedeli inginocchiati a pregare
per il Papa e le gerarchie ecclesiastiche, poi per le civili, ed in
seguito per gli eretici e gli scismatici, che non specifica, per finire
dicendo: “Oremus et pro perfidis judeis”, e questo chiedendolo in
piedi come a simbolizzare che anche in un luogo sacro si deve stare in
piedi davanti ai perfidi, e continua ribadendo il qualificativo
aggiungendo queste parole: ”Dio Onnipotente ed Eterno che non escludi
dalla Tua misericordia neanche la perfidia dei giudei, ascolta le nostre
preghiere,…..”.
Il Papa Montini (Paolo
VI°) soppresse il qualificativo di “perfidi” ed al pregare per
gli ebrei (meno dello 0,2% dell’umanità) i fedeli devono rimanere
inginocchiati. Si potrebbe aggiungere, inoltre, che la parola “deicidi”,
attribuita collettivamente al popolo ebraico non l’inventò il vituperato
dottor Goebbels, ma che la ripetettero ad nauseam dai Padri della
Chiesa fino alle più alte gerarchie ecclesiastiche fino alla metà del XX°
secolo, le quali non facevano altro che seguire le direttive dei
-possiamo dire- fondatori del sodalizio. Alcuni esempi:
- ”Voi (gli ebrei)
siete figli del Diavolo”. Parole di Gesù Cristo secondo San Giovanni
(8,34-44).
- ”…I quali (gli
ebrei) uccisero anche il Signore Gesù ed i profeti e ci hanno
perseguitato e non sono graditi a Dio e sono nemici di tutti gli uomini”
(San Paolo, 1,2-25, lettera ai Tessalonicesi).
- “Quali profeti
non perseguitarono i vostri padri? Essi sono quelli che uccisero quanti
preannunciavano la venuta del Giusto, che voi finiste con consegnare”.
“Atti degli Apostoli, 7-51).
Addirittura ventinove
Papi, da Onorio III° nel 1217, fino a Benedetto XIV° nel 1755, emisero
56 bolle ed encicliche condannando comportamenti e proibendo l’esercizio
di determinate attività agli ebrei, dentro e fuori gli Stati della
Chiesa: proibizione di ricoprire cariche pubbliche, obbligo di ostentare
un distintivo (stella di Davide), proibizione di vendere oggetti nuovi,
di convivere con cristiani, di possedere beni immobili, di matrimoni con
cristiani, imposte speciali sulle sinagoghe, ecc…(1) Credo che le Leggi
razziali di Norimberga, secoli dopo, non giunsero a tanto.
Dopo l’Enciclica “Beatus
Andreas” di Benedetto XIV°, il contenuto delle Bolle è di carattere
generale e si riferiscono soprattutto a temi dottrinari, mentre la
situazione degli ebrei a Roma viene regolata con decreti ed ordinanze
ma, fino al XIX° secolo le riferite leggi in Roma continuarono ad essere
applicate, con occasionali alternative fasi di rilassamento e severità.
Non furono soppresse fino al 1859.
Le Bolle ed Encicliche
papali furono fedelmente eseguite, a quei tempi, in tutti i paesi
cattolici. In Spagna, per esempio, gli Ordini clerical-militari di
Montesa e Calatrava esigevano dai loro membri la cosiddetta “purezza
del sangue”, cioè che nessuno dei quattro nonni fosse ebreo
convertito (battezzato).
Si è già detto che con
gli ultimi Pontefici, e specialmente con quello attuale Giovanni Paolo
II°, le cose hanno subito una svolta copernicana. Ma ciò viene da
lontano.
Vediamo l’evoluzione
seguita dalla politica vaticana dopo la II Guerra Mondiale:
- 1948: Pio XII° non
riconosce il nuovo stato d’Israele e chiede che Gerusalemme sia
internazionalizzata.
- 1964: Paolo VI°
visita la Terra Santa ma evita ogni allusione a Israele
- 1965 Il Concilio
Vaticano II°
- 2000: Visita di
Giovanni Paolo II° a Tel Aviv, dov’è ricevuto dal Governo d’Israele al
completo. Il Papa chiede perdono per gli abusi sofferti dagli ebrei per
mano dei cristiani.
E’ risaputo che,
secondo l’ortodossia, le decisioni dei successori di San Pietro sono
ispirate dallo Spirito Santo. Le successive decisioni hanno maturato le
menzionate evoluzioni. Tali evoluzioni cominciarono a maturare, a quanto
pare, dopo la capitolazione della VI Armata di Von Paulus a Stalingrado,
ed hanno avuto il loro culmine con le numerosissime Richieste di
perdono, da parte di Giovanni Paolo II°, a praticamente qualsiasi essere
vivente, reale o ipotetico, con eccezione -per il momento- di marziani e
seleniti.
Non sembra, d’altra
parte, che questi nobili sforzi del Vaticano, per adattare la sua
posizione a ciò che è -oggi- il “politicamente corretto”, siano
sufficientemente apprezzati dall’asse globalizzatore New
York-Gerusalemme. Bastò che la Curia vaticana si opponesse alla Crociata
di Bush e dei suoi consiglieri contro l’Irak e protestasse per il
bombardamento inutile e non provocato di Betlemme da parte delle truppe
israeliane perché, con un opportunismo veramente provvidenziale -se è
consentita l’espressione- scoppiasse lo scandalo di migliaia di casi di
abusi di sacerdoti cattolici contro novizie in Africa e contro bambini
negli Stati Uniti. Abusi, in ogni caso, probabilmente commessi, alcuni
di essi, cinquanta o sessant’anni fa e, pertanto, difficili da
dimostrare. Secondo la stampa approssimativamente un 4% del clero
cattolico yankee era, o era stato, colpevole di pederastia. D’altra
parte, era questo tipo di depravazione solo si verificò fra i sacerdoti
cattolici? Neanche un caso fra le numerose sette protestanti?
Certo non ci
permettiamo di chiedere se si scoprì l’esistenza della stessa tara fra
il rabbinato, la nostra ingenuità non arriva a tanto. In ogni caso la
Chiesa Americana affrontò le numerosissime e pesantissime multe e, come
d’abitudine, chiese perdono. Aveva imparato la lezione: non bisogna
disturbare i Padroni. Ma la sapienza e l’esperienza secolare, acquisita
nel corso di venti secoli, hanno permesso alla Chiesa di Roma di sapersi
adattare a tutto e a tutti. Ha capito che non poteva restare esclusa dal
mondo orwelliano che ci stanno costruendo i Padroni del Mondo, e si sono
integrati al movimento globalizzatore. Il Vaticano svolge già un ruolo
dirigente nel Consiglio Mondiale delle Chiese, protestanti e ortodosse,
e questo malgrado che Pio XII° solo mezzo secolo fa proclamasse “urbi et
orbi” che fuori della Chiesa cattolica non c’era salvezza. Facendo di
necessità virtù, ora preconizza l’unione di tutti i cristiani, cerca
l’amicizia degli ex-deicidi e moltiplica le trattative per ottenere che
Gerusalemme sia dichiarata capitale religiosa del mondo, e
“luogo d’incontro delle tre grandi religioni monoteiste”.
Superando le migliori
previsioni di Machiavelli, adotta tutto quanto è “politicamente
corretto” . Abbraccia incodizionatamente il dogma laico
dell’Olocausto, uno dei cui sopravvissuti , Lustiger, è l’Arcivescovo
di Parigi e Cardinale e Primate di Francia e benedice l’areopago
onusiano come sede di un futuro governo mondiale.
Machiavelli era un povero apprendista.º
º º
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