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SOMMARIO NUMERI PRECEDENTI

 

Editoriale

Salvatore Francia
 

Carattere mediterraneo e ario-romano-germanico
Centro Studi “Identità”


Islam, Cristianesimo, Europa

Fabio Calabrese


Discorso sul costume


Creare l’economia corporativa

A. L. Arrigoni


El dinero como medio político - La financiación de los partidos

Ramon Bau

 

Bruxelles / Genève


Infibulazione in UK

Martin Webster

 

Immigrazione: un dramma per tutti

Pino Rauti

 

David Irving, Galileo Galilei e quell'inquisizione che non doveva esserci più

Harpocrates

 

Società multietnica

Leonini


Se seminate vento...

Ward Churchill


L'idéologie americaine

F.P. Yockey, Imperium


Il Cipresso tagliato: la questione libanese

Stefano Alamari

 
Figli di un dio minore

www.israelshamir.net, traduzione a cura di www.arabcomint.com


Il patto di Monaco


"Direttive per l'attività futura"


Le mithe du loup

Thomas Stahler

 

Ipazia - Martire de fanatismo cristiano
CDA

 

Le province dell'Impero Romano

Paolo Possenti

 

 

SEGNALAZIONI

 

ARCHIVIO


 

IL MACHIAVELLISMO DELLE TIARE

Joaquim Bochaca
 


In questo processo di globalizzazione che, disgraziatamente, sembra inarrestabile, ad un’umanità sempre più idiotizzata dall’industria mediatica si stanno im­po­nendo i Padroni, dalla Gerusalemme newyorchese alle fasi di globalismo intellettuale (l’O.N.U.), economica (Fondo Monetario Internazionale) e razziale (invasione pacifica dell’Europa e un mondo in­decifrabile di milioni di mendicanti mul­ticolori), si unisce come indispensabile complemento il globalismo religioso.

Non si possono ignorare i fatti perché, come diceva Pascal, i fatti sono testardi. Ed è un fatto, che piaccia o non piaccia, o lasci indifferenti i più, che la religione adottata dall’Occidente per una decisione imperiale di Costantino, in maggiore o minore misura ma innegabilmente, influenzi la vita dei nostri popoli. L’immensa maggioranza della gente battezza i propri figli imponendo loro un nome che risulti nell’elenco dei santi, fa loro compiere il sacramento dell’Euca­res­tia, si sposa in Chiesa ed un sacerdote presiede il loro funerale.

L’influenza ecclesiastica, protestante e soprattutto cattolica, sul popolo è più importante di quanto appaia, comprese le persone agnostiche o indifferenti. Per questo motivo, i globalizzatori del sinedrio globalizzatore non potrebbero sorvolare sul fattore religioso, e il più forte, coeso e predominante è quello incarnato a Roma dalla Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana che, con il suoi ultimi pon­te­fici, specialmente del polacco Wojityla e Giovanni Paolo II°, ha fatto dell’Universalismo che, “pour les besoins de la cause”, essa chiama “Ecume­nismo”, il suo nuovo grande “dadà”.

Tanto prima come dopo il Trattato del Laterano -quando Mussolini risolse le controversie con lo Stato italiano- la politica tanto temporale come spirituale della Chiesa cattolica è stata un vero capolavoro di finesse possibilista. E’ evidente che un’istituzione per quanto pretenda essere di origine divina, non può sussistere per secoli mantenendo delle posizioni strutturali di ferrea ed irremovibile ortodossia.

Non c’è bisogno di essere molto versati nella storia della Chiesa cattolica per verificare le modifiche di strategia imposte dalle mutevoli circostanze. Ma i cambi non sono stati solo di strategia, sono anche stati di attitudine e hanno influenzato anche la Liturgia. Almeno, fino agli anni sessanta del secolo scorso, nel suo ufficio liturgico e nelle pagine corrispondenti al Venerdì Santo, il sacerdote invita i fedeli inginocchiati a pregare per il Papa e le gerarchie ecclesiastiche, poi per le civili, ed in seguito per gli eretici e gli scismatici, che non specifica, per finire dicendo: “Oremus et pro perfidis judeis”, e questo chiedendolo in piedi come a simbolizzare che anche in un luogo sacro si deve stare in piedi davanti ai perfidi, e continua ribadendo il qualificativo aggiungendo queste parole: ”Dio Onnipotente ed Eterno che non escludi dalla Tua misericordia neanche la perfidia dei giudei, ascolta le nostre preghiere,…..”.

Il Papa Montini (Paolo VI°) soppresse il qualificativo di “perfidi” ed al pregare per gli ebrei (meno dello 0,2% dell’umanità) i fedeli devono rimanere inginocchiati. Si potrebbe aggiungere, inoltre, che la parola “deicidi”, attribuita collettivamente al popolo ebraico non l’inventò il vituperato dottor Goebbels, ma che la ripetettero ad nauseam dai Padri della Chiesa fino alle più alte gerarchie ecclesiastiche fino alla metà del XX° secolo, le quali non facevano altro che seguire le direttive dei -possiamo dire- fondatori del sodalizio. Alcuni esempi:

-  ”Voi (gli ebrei) siete figli del Diavolo”. Parole di Gesù Cristo secondo San Giovanni (8,34-44).

-  ”…I quali (gli ebrei) uccisero anche il Signore Gesù ed i profeti e ci hanno perseguitato e non sono graditi a Dio e sono nemici di tutti gli uomini” (San Paolo, 1,2-25, lettera ai Tessalo­ni­ce­si).

-  “Quali profeti non perseguitarono i vostri padri? Essi sono quelli che uccisero quanti preannunciavano la venuta del Giusto, che voi finiste con consegnare”. “Atti degli Apostoli, 7-51).

Addirittura ventinove Papi, da Onorio III° nel 1217, fino a Benedetto XIV° nel 1755, emisero 56 bolle ed encicliche condannando comportamenti e proibendo l’esercizio di determinate attività agli ebrei, dentro e fuori gli Stati della Chiesa: proibizione di ricoprire cariche pubbliche, obbligo di ostentare un distintivo (stella di Davide), proibizione di vendere oggetti nuovi, di convivere con cristiani, di possedere beni immobili, di matrimoni con cristiani, imposte speciali sulle sinagoghe, ecc…(1) Credo che le Leggi razziali di Norimberga, secoli dopo, non giunsero a tanto.

Dopo l’Enciclica “Beatus Andreas” di Benedetto XIV°, il contenuto delle Bolle è di carattere generale e si riferiscono soprattutto a temi dottrinari, mentre la situazione degli ebrei a Roma viene regolata con decreti ed ordinanze ma, fino al XIX° secolo le riferite leggi in Roma continuarono ad essere applicate, con occasionali alternative fasi di rilassamento e severità. Non furono soppresse fino al 1859.

Le Bolle ed Encicliche papali furono fedelmente eseguite, a quei tempi, in tutti i paesi cattolici. In Spagna, per esempio, gli Ordini clerical-militari di Montesa e Calatrava esigevano dai loro membri la cosiddetta “purezza del sangue”, cioè che nessuno dei quattro nonni fosse ebreo convertito (battezzato).

Si è già detto che con gli ultimi Pontefici, e specialmente con quello attuale Giovanni Paolo II°, le cose hanno subito una svolta copernicana. Ma ciò viene da lontano.

Vediamo l’evoluzione seguita dalla politica vaticana dopo la II Guerra Mondiale:

-  1948: Pio XII° non riconosce il nuovo stato d’Israele e chiede che Gerusa­lem­me sia internazionalizzata.

-  1964: Paolo VI° visita la Terra Santa ma evita ogni allusione a Israele

-  1965 Il Concilio Vaticano II°

-  2000: Visita di Giovanni Paolo II° a Tel Aviv, dov’è ricevuto dal Governo d’Israele al completo. Il Papa chiede perdono per gli abusi sofferti dagli ebrei per mano dei cristiani.

E’ risaputo che, secondo l’ortodossia, le decisioni dei successori di San Pietro sono ispirate dallo Spirito Santo. Le successive decisioni hanno maturato le menzionate evoluzioni. Tali evoluzioni cominciarono a maturare, a quanto pare, dopo la capitolazione della VI Armata di Von Paulus a Stalingrado, ed hanno avuto il loro culmine con le numerosissime Richieste di perdono, da parte di Giovanni Paolo II°, a praticamente qualsiasi essere vivente, reale o ipotetico, con eccezione -per il momento- di marziani e seleniti.

Non sembra, d’altra parte, che questi nobili sforzi del Vaticano, per adattare la sua posizione a ciò che è -oggi- il “politicamente corretto”, siano sufficientemente apprezzati dall’asse globalizzatore New York-Gerusalemme. Bastò che la Curia vaticana si opponesse alla Crociata di Bush e dei suoi consiglieri contro l’Irak e protestasse per il bombardamento inutile e non provocato di Betlemme da parte delle truppe israeliane perché, con un opportunismo veramente provvidenziale -se è consentita l’espressione- scoppiasse lo scandalo di migliaia di casi di abusi di sacerdoti cattolici contro novizie in Africa e contro bambini negli Stati Uniti. Abusi, in ogni caso, probabilmente commessi, alcuni di essi, cinquanta o sessant’anni fa e, pertanto, difficili da dimostrare. Secondo la stampa approssimativamente un 4% del clero cattolico yankee era, o era stato, colpevole di pederastia. D’altra parte, era questo tipo di depravazione solo si verificò fra i sacerdoti cattolici? Neanche un caso fra le numerose sette protestanti?

Certo non ci permettiamo di chiedere se si scoprì l’esistenza della stessa tara fra il rabbinato, la nostra ingenuità non arriva a tanto. In ogni caso la Chiesa Americana affrontò le numerosissime e pesantissime multe e, come d’abitudine, chiese perdono. Aveva imparato la lezione: non bisogna disturbare i Padroni. Ma la sapienza e l’esperienza secolare, acquisita nel corso di venti secoli, hanno permesso alla Chiesa di Roma di sapersi adattare a tutto e a tutti. Ha capito che non poteva restare esclusa dal mondo orwelliano che ci stanno costruendo i Padroni del Mondo, e si sono integrati al movimento globalizzatore. Il Vaticano svolge già un ruolo dirigente nel Consiglio Mondiale delle Chiese, protestanti e ortodosse, e questo malgrado che Pio XII° solo mezzo secolo fa proclamasse “urbi et orbi” che fuori della Chiesa cattolica non c’era salvezza. Facendo di necessità virtù, ora preconizza l’unione di tutti i cristiani, cerca l’amicizia degli ex-deicidi e moltiplica le trattative per ottenere che Gerusalemme sia dichiarata capitale religiosa del mondo, e “luogo d’incontro delle tre grandi religioni monoteiste”.

Superando le migliori previsioni di Machiavelli, adotta tutto quanto è “politicamente corretto” . Abbraccia incodizionatamente il dogma laico dell’Olo­caus­to, uno dei cui sopravvissuti , Lustiger, è l’Arcivescovo di Parigi e Cardinale e Primate di Francia e benedice l’areopago onusiano come sede di un futuro governo mondiale.

Machiavelli era un povero apprendista.º º º

 

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